Covid 19 tra sogno e realtà, tra desolazione e speranza

Autostrade deserte, desolazione
Il mare, amico, la speranza

Oggi ho sognato, sognavo sciagure, desolazione, caos. Era un incubo, tentai di svegliarmi più volte, ma invano, era un incubo, si un incubo. Sognavo il mondo a casa, tutti a casa, i più fortunati, altri li vedevo morire, morire di un virus, trasmesso nell’aria, non capivo, e forse non lo capirò mai, chi lo avesse portato. Le strade erano deserte, il silenzio era tombale, non riuscivo a svegliarmi, ero sudato, aspettavo con ansia, il giorno, affinché potessi svegliarmi da quell’incubo. Finalmente la sveglia, colazione in fretta, e via, giù per le scale, ma una voce mi chiama, è mio figlio, pa’ ma dove vai, mi chiede, ed io, al lavoro figliolo, perché? Ribatto io, ma come perché, c’è il blocco, non si può uscire, c’è il corona virus, non puoi uscire, risponde. Cavolo, sto ancora sognando, mi chiedo, vado alla finestra, e vedo tutto ciò che avevo sognato stanotte, la gente in casa, le strade deserte, le ambulanze che sfrecciano. Non posso crederci, forse sto ancora sognando. Torno a letto, chissà, forse tutto torna com’era, mi addormento, e sogno ancora. Stavolta il sogno è diverso, vedevo tanta gente in strada, le voci della gente, il trambusto delle auto, i clacson delle stesse auto a suonare alle code ai semafori, vedevo i ragazzi andare a scuola, le mamme correre dal parrucchiere, al supermercato, che bello dicevo, non volevo svegliarmi, era tutto meraviglioso, mentre alla radio davano il mio cantante preferito, e alla tv era appena iniziata la partita di calcio, c’era la mia squadra del cuore, giocava per il primato, che meraviglia, continuavo a sognare, mia moglie e mio figlio pronti per andare al mare, corro, anzi mi precipito, mentre i clacson continuavano a impazzare, era divertente, fantasico. E ancora una volta mi sveglio, mi precipito a far colazione, mi vesto e via per le scale, ma una vice mi ferma, è mio figlio, pa’, ma dove vai………… Maledetto sogno, maledetto incubo, presto tornerò a letto, a sognare ancora, e svegliarmi, preparare il caffè colazione al volo e via, e stavolta mio figlio dirà… Papà buon lavoro e buona giornata. Gli sorrido, anche a te figliolo.

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