La globalizzazione e i nodi al pettine

Traffico aereo mondiale

Vi dice qualcosa l’immagine di sopra con l’avvento del coronavirus? Somiglia alla mappa delle aeree maggiormente contagiate? Bene, quella è la mappa mondiale dei traffici aerei del 2009

La globalizzazione moderna si diffonde nel mondo dalla fine del XX secolo in poi, vediamo cosa è, come è nata e cosa provoca.

Cos’è la globalizzazione

È quel fattore, di scambi e investimenti mondiali, che porta alla dipendenza delle nazioni mondiali. Automaticamente, le dipendenze, diventano anche sociali, culturali, politiche e tecnologiche. Tra i fattori positivi per esempio, ci sarebbe quello di paesi rimasti “indietro” che arrivano grazie alla globalizzazione, ai livelli sociali del resto del mondo, vedi la distruzione delle Favelas per i mondiali di Rio, sostituite da enormi palazzi moderni (con il dramma degli abitanti locali, che non si potevano permettere le costose nuove abitazioni).

Tra gli aspetti “positivi, nessuno pensava alle Favelas di Rio prima dei mondiali, eppure dopo l’abbattimento, l’informazione sulle condizioni di vita, sulla criminalità del posto, girarono presto in tutto il mondo, (la velocità dell’informazione), portando alla “crescita” i borghi lasciati nella fame prima dell’evento (dopo la distruzione delle favelas, non sembra che la popolazione sia arricchita, anzi si è impoverita di più, per pagare affitti onerosi di palazzi nuovi). I liberi scambi, o la dipendenza degli scambi, hanno portato anche il crollo dei prezzi di molti beni, (perché il 90% dei prodotti arriva dalla Cina? Per i bassi costi di produzione) per cui se un determinato paese produce smartphone a 1.000 euro, arriverà lo smartphone prodotto a 600 euro che romperà il mercato locale, e portando via il denaro dai vari paesi, i negozi locali, artigiani ecc, chiudono perché non possono arrivare ai bassi costi di produzione di altri paesi esportatori, e sono costretti a emigrare in paesi dove la loro manodopera può essere d’aiuto per portare prodotti nel paese da dove sono venuti. Perché aumentano i centri commerciali? E perché aumentano ma non vendono i prodotti locali? Perché nessuno li acquisterebbe a prezzi più alti del mercato globalizzato. E tenere un grande supermercato, dove la consulenza non sarà mai quella della piccola bottega, così come la qualità non sarà mai la stessa, ci porta ad acquistare 3 paia di jeans di scarsa qualità 50 euro, piuttosto che uno di ottima qualità 50 euro. (Si entra nell’era del consumismo)

Quali effetti negativi provoca

Ma cosa provoca veramente tutta questa globalizzazione? Esattamente tutto ciò che di negativo stiamo attraversando oggi.

  • Sfruttamento, avete mai sentito parlare di operai cinesi che lavorano con il pannolino per lavorare incessantemente? O che dormono nelle fabbriche in stanze grandi quanto il vostro letto? Penso di si
  • Distruzione ambientale, per mantenere alti i livelli di produzione, bisogna portare i territori al prosciugamento delle materie prime, vedi il disboscamento in Amazzonia, per produrre legname (per creare quella specie di armadio che hai nella tua stanza, che se ti ci poggi si distrugge), lo sai che l’Amazzonia non è più il polmone verde del mondo, ma adesso è l’Africa? Immagini quanto si è disboscato in 30 anni di globalizzazione?
  • L’aumento delle differenze sociali, vedi tuo papà, che ha dovuto chiudere il negozio, per fare spazio al negozio cinese che è inarrestabile? O che ha chiuso la sua officina di artigiano per fare spazio a un centro commerciale che vende infissi di plastica? (Bello vedere il colosso in ferrari che ti passa davanti, e tu al supermercato a fare la spesa con gli spicci contati nel suo supermercato).
  • La perdita delle identità locali, guarda la tua città, stanno cercando ogni giorno di cambiare volto alle vostre radici, la tua città deve essere uguale a tutte le altre, le radici del tuo cibo devono diventare di tutti, altrimenti te le tolgono. Fanno battaglia a un poveretto che vende frutta sul marciapiede, ma nessuno pensa che quel poveretto non ce la fa più? Non può sostenere le alte spese per un negozio, che a fine giornata probabilmente butterebbe via la merce perché nessuno la vuole, “è cara”.
  • La riduzione della sovranità, nel mio paese ad esempio, in Italia abbiamo avuto 4 governi non eletti dal popolo, perché? I governi devono essere globalizzati, non devono decidere per il bene del proprio paese, ma per il bene del globo. Lo sai che negli ultimi 30 anni si sono fatte guerre solo nei paesi che hanno una banca centrale nazionale (pubblica quindi)? Lo sai che tra questi c’è anche la Corea….? Lo sai che la banca centrale europea è privata? Che quindi una persona decide per tutto il continente? Giusto per mantenere la distribuzione ecominca “uguale agli altri paesi”. Quindi il tuo paese non può essere più avanti di un’altro.
  • La perdite delle economie locali, in parte citata nell’esempio del fruttivendolo, vedi che nella tua città per esempio mettono la zona traffico limitato senza motivo? La mettono perché nei centri storici di tutto il mondo la mettono, non perché serve, o con quella si inquina di meno. Alla Sicilia per esempio, è stato quasi proibita la pesca del suo tonno, quasi vietata la vendita dei suoi agrumi (i migliori del mondo), la produzione di olio. Guarda i bilanci della tua città, sono in nero da 30 anni, per sostenere inutili spese globalizzate, e devono pagare un ausiliare del traffico che ti faccia la multa perché la polizia municipale deve vigilare su altro.
  • La diminuzione della privacy, inevitabile, bisogna controllare che il mio paese sia globalizzato, per non andare in contro a sanzioni da altri paesi, quindi devono aumentare i controlli, affinché la percentuale di persone che abbiano l’assicurazione dell’auto nel loro paese sia la stessa degli tutti gli altri paesi, se devono assicurarsi che non entri nella ztl devono mettere le telecamere, bisogna vedere i maggiori spostamenti delle persone, perché lungo le linee dei tram, ovunque nelle tue città vedi telecamere? Perché tutto deve funzionare allo stesso modo, e quindi bisogna vigilare.

Tutto ciò che vi ho scritto sopra, ovviamente porta al globalismo della globalizzazione.

Si suddividono così 6 principali blocchi di iter della globalizzazione: globalizzazione economica, spaziale, informatica, culturale, psicologica e militare. Portando così, alle globalizzazioni giuridiche e poltiche.

Chi ha voluto la globalizzazione?

Nel 2000 fu proprio il Fondo Monetario Internazionale (FMI) a spingere il mondo verso la globalizzazione.

Perché?

Nasce così la globalizzazione, e la causa che ne determina il bisogno, proprio la dipendenza da altri paesi, ogni paese ha bisogno delle risorse di altri paesi per poter produrre beni, che siano per la sopravvivenza del paese stesso o del mondo. Pochi paesi hanno le risorse utili che lo portino a non avere bisogno di altri paesi. E le prime forme di globalizzazione hanno radici molto antiche, addirittura ai tempi dei fenici nel Mediterraneo nel 1000 a.c. (ma anche prima), dove i Fenici commerciavano nel mare con i paesi vicini la merce di cui avevano bisogno per produrre. Questa fu denominata globalizzazione arcaica, perché si basava proprio nel Mediterraneo con i paesi orientali. Ma ad oggi si può dire che quella globalizzazione non funzionò, perché i popoli non erano legati da scambi per funzionare meglio, ovviamente scatta sempre la voglia di dominare un territorio che abbia una risorsa a molto cara al paese mancante.

  1. Per aumentare il commercio e le transazioni nel mondo, in modo che il mondo potesse arrivare prima a diversi risultati.
  2. Aumentare i movimenti di capitale e investimento, con l’unione dei capitali si è potuti arrivare a lanciare astronauti nello spazio per esempio
  3. Portare la migrazione e movimenti di persone, con i liberi movimenti di persone, medici, ricercatori, si è potuti arrivare ad alcune scoperte per il mondo.
  4. Divulgare la conoscenza, grazie a questa si è potuto arrivare ad alcune preziose ricerche, contro alcune malattie per esempio.
  5. Combattere il riscaldamento globale, solo con un piano mondializzato, si pensava di poter ridurre i dati critici.
  6. Il risparmio del bene più prezioso, l’acqua, solo con regole comuni si sarebbe potuto arrivare a risparmiarla
  7. Inquinamento dell’aria e della terra
  8. Contrastare l’eccesso di caccia e pesca (hanno portato ad allevamenti intensivi)
  9. E tantissimi altri

La globalizzazione arcaica (la prima forma di globalizzazione)

La globalizzazione arcaica, ebbe inizio nell’anno 1000 a.c. ai tempi dei Fenici, si diffuse nei paesi che affacciavano nel Mediterraneo, in particolare i Fenici per esempio, che avevano bisogno di risorse mancanti, per poter mantenere il proprio popolo e le proprie terre. Gli scambi principalmente avvenivano, tra i paesi che affacciavano sul mar Mediterraneo, man mano allargando i confini ad altri paesi più lontani, come la Cina per esempio. Con la prima via della seta, che altro non era la Cina, grande esportatrice di seta, che si avvicinò al mercato nel Mediterraneo, portando appunto la sua risorsa principale, ovviamente oltre la seta, la Cina portava anche altri beni da scambiare. I suoi scambi passavano anche dai vari paesi, dalle coste indiane, dalla Persia, dall’Arabia Saudita. Ma con tutti questi scambi, era inevitabile che si fossero anche diffuse malattie e pandemie locali in altri paesi. Secondo diversi studi, quella forma di globalizzazione non ebbe seguito, perché i paesi non erano realmente ben legati e dipendenti tra loro, era normale che qualche paese pensasse a colonizzare le terre abbondanti delle proprie risorse mancanti. (Come oggi con i petrolio)

La globalizzazione moderna

Durante il 1900, con l’aumento della popolazione, aumentava anche la domanda di beni, da qui si arrivò alla rivoluzione industriale, di conseguenza alla catena di montaggio. Iniziarono così ad aumentare i mezzi di comunicazione, portando alla rivoluzione dei trasporti. Navi a vapore che attraversavano il mondo, treni a carbone che portavano i beni nell’entroterra delle città ecc. Dopo la seconda guerra mondiale, l’estinzione di pesanti restrizioni commerciali portò ad accordi per i liberi “scambi”. Le esportazioni dei vari paesi del mondo, passarono così dall’8.5% del 1970 al 16.2% nel 2001. Con l’avvento dei computer, con l’aumento dei trasporti, con traffici internazionali, marittimi, aerei, di informazione, si arrivò a livelli di globalizzazione mai raggiunti prima. Tutte le vie di comunicazione libere e a basso costo, veloci, per sostenere i liberi scambi e i prezzi equi e sostenibili, portarono i paesi ad essere totalmente dipendenti gli uni dagli altri, se si ferma un paese oggi, si ferma il mondo, se si buca una ruota, si ferma tutto il camion. (È quello che è successo oggi? Si è distrutta l’ennesima forma di globalizzazione?)

Con la crisi del 2008, una ruota si fermò, ma venne sostituita, e nel giro di pochi anni il camion ripartii più veloce di prima, per recuperare ciò che aveva perso, nel 2020 però finì la benzina mentre correva, bucando tutte le ruote che aveva bucato in corsa, ma non le sentiva, e continuava a correre, fino a finire di traverso in mezzo ad una campagna deserta”.

Perché dare la colpa al 5g? Ai cinesi? Ai laboratori di virus? Quando la colpa potrebbe essere altro, stavamo correndo troppo, dovevamo fermarci..

Adesso uniamo le nostre forze e andiamo a riprendere il canion, altrimenti rimarrà lì, ma ricordate, il camion è pesante, abbiate forza

A questo punto, conviene correre dentro un mondo globalizzato? O meglio andare piano e godersi la vita?

Il mio articolo potrebbe continuare a lungo, ma non voglio stancarvi, ma riflettete, riflettiamo. Mentre noi corriamo, qualcuno sta seduto a guardarci e a comandarci.

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