Le ricerche proibite dall’Ue sul coronavirus

Legati, come schiavi, senza catene al polso, ma ai piedi

Mauro Ferrari, il presidente del consiglio europeo sulle ricerche sanitarie, è stato dimesso.

Chi è Mauro Ferrari

Un ricercatore italiano, nato a Padova nel 1959, nel 2013 fu eletto direttore dell’Istituto Accademico di Medicina, successivamente presidente per l’Alleanza delle Nanotcnologie. Insomma non un ricercatore qualunque. Laureato in matematica a Padova nel 1985, nel 1989 si laurea in ingegneria meccanica all’università della California, volano le mensioni nel mondo della medicina, da professore di università per la medicina interna a direttore di ingegneria di biomedicina negli Stati Uniti, si specializza in nanotecnologia contro il cancro, professore di terapie sperimentali all’università del Texas, non ve le elenco tutte ma vi allego l’articolo dove potrete leggere tutta la sua biografia (Biografia di Mauro Ferrari), oltre 60 brevetti ricevuti negli Stati Uniti, si specializza anche alla lotta contro i tumori, nel quale perse la sua prima moglie di 32 anni, a Palermo nel 2012 si laurea in ingegneria eletreonica, a Napoli si laurea in Biotecnologie, ricevendo la laurea Honoris.

Nel 2013 il ministro della salute italiano, Beatrice Lorenzin (con un diploma di liceo classico, e libero professionista, come dice la sua biografia su wikipedia) lo nomina presidente per le indagini di efficacia del metodo stamina, che come riporta wikipedia, <<è un presunto trattamento privo di validità scentifica, rivolto alle malattie neurodegenerative>>, incarico tolto poco dopo, alla sua risposta, dove avrebbe ammesso che questo metodo era il primo metodo efficace contro le malattie neurodegenerative, sarebbe stato una scoperta tutta italiana. Nel 2013 riceve il premio Franca Florio, ossia, il premio per gli Scienziati Italiani Patrimonio dell’Umanità nel mondo.

In seguito il primo gennaio 2020 assume l’incarico come presidente del consiglio della ricerca europea (CER)

Il suo obiettivo era soltanto quello di rafforzare le ricerche contro il “coronavirus”. Tali ricerche gli sono state negate, e per lo stesso motivo è stato dimesso 3 mesi dopo dal suo incarico.

Mauro Ferrari, parlava di rafforzare le ricerche contro questo virus, e soprattutto per combattere i successori di questo virus, si avete sentito bene, quando tra qualche anno sentirete ..è un virus della stessa famiglia del covid19, oggi si sarebbe saputo che ci sarà. Il servizio del quale era presidente è appunto il CER o ERC in inglese.

Il suo servizio ha avuto inizio solamente il 1° gennaio 2020, la sua storia, come quella di tanti onesti lavoratori, era quella di aiutare e portare alla luce ricerche, per il bene di un continente unito, ma come spesso capita, a qualcuno il lavorare bene, andare in fondo non piace, si sa, altrimenti quanti latitanti sarebbero già in prigione? Ben presto si rese conto, che la sua scienza avrebbe avuto una porta in faccia, e così fu dopo appena 3 mesi.

Lo scontro con la commissione europea, è arrivato quando il presidente presentò la documentazione per l’avvio alla ricerca, è qui che gli venne negata ogni forma di ricerca contro questo virus. E con grande rammarico che il presidente apprese la risposta, dovendo portare successivamente la documentazione per le dimissioni, questa era l’unica scelta possibile, per uno scienziato dalla mente sana, che voleva contrastare l’elevato livello di morte che sta portando nel mondo.

“Abbiamo tutto per combattere alcune malattie, Coronavirus, Sla, Tumori, Cancro, ma qualcuno non vuole”

Rendiamo onore almeno noi a un grande scienziato italiano. Fate girare questo articolo, per dire Grazie Mauro Ferrari.

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