La Sicilia tornerà al mare prima di tutti

Come dice il titolo, la Sicilia sarà la prima regione a liberarsi da questo virus, i dati parlano chiaro, e le belle giornate ci stanno venendo in aiuto.

In tutta la Sicilia i malati sono 2.000, ieri ci sono stati soltanto 25 contagi, se consideriamo il nuovo focolaio di Palermo, a Villa Maria Eleonora, la regione è quasi all’uscita da questa pandemia, che fortunatamente non ha mai vissuto con grande terrore come in altri paesi.

Inoltre il dato più positivo è il fatto che ci siano 25 nuovi contagi in un giorno, ma 35 sono guariti e 10 purtroppo non ce l’hanno fatta, ma rimanendo con i contagi bassi, e che si abbassano sempre più, arriveremo a zero contagi, e si faranno i conti con i soli guariti e deceduti.

Alla clinica Villa Maria Eleonora i contagiati sono arrivati a 22 al momento, su 146 tamponi effettuati, il 15% dei tamponi positivi, la clinica resta chiusa in quarantena, in attesa di ulteriori tamponi.

Questo ovviamente non potrà fare abbassare la guardia nell’isola, per cui con dati certi, e senza avere bisogno di pendere dalle labbra di nessuno, possiamo dire quasi con certezza, che se i contagi non tornano a salire, e credo non salgano se continua il sole, saremo nuovamente liberi entro un mese circa, con molta probabilità per giugno, non si riprenderà con il lavoro al 100% perché la catena anche con gli altri paesi è ferma, per cui inutile pensare che si tornerà subito a pieno ritmo, se vedete negli Stati Uniti stanno preparando le fosse comuni, ci arriveremo tra poco, comunque con molta probabilità tra un mese, un bagno al mare lo potremo andare a fare.

La situazione in Italia

In Italia fino a oggi ci sono stati 18.849 decessi, un bel numero purtroppo, seppur si registrano continui e costanti rallentamenti, in tutto lo stivale in 24 ore ci sono stati 570 decessi, (10 in Sicilia), contro i 1.985 guariti nelle ultime 24 ore.

Il coronavirus nel mondo

In tutto il mondo fino a oggi si sono registrate 100 mila vittime per Coronavirus, e va considerato che in alcuni paesi è arrivato dopo la Cina e dopo l’Italia, quindi non è impossibile vedere raddoppiare questo dato purtroppo. Gli Stati Uniti per esempio, che non hanno adottato le giuste cautele, come non voler chiudere la metropoli di New York e altre, per decisione di Trump, si ritrova ad avere in 10 giorni quasi gli stessi morti che l’Italia ha avuto in oltre 60 giorni, 18.700 decessi contro 18.849 in Italia. 2.100 decessi in 24 ore contro i 570 in Italia. Solo 500.000 sono i contagiati nei soli Stati Uniti. Il presidente Trump comunque continua a tenere a cuore la situazione italiana, cercando in ogni modo di inviare aiuti, prima della più grave recessione degli ultimi 100 anni. Tale simpatia verso il paese italiano, sarebbe per dimostrare ai paesi non alleati, come Cina e Russia, che l’America è vicina ai suoi alleati, anche se di fatto gli aiuti americani in Italia fino a oggi non sono mai arrivati, ma bensì dai due paesi nominati da Trump. Secondo il presidente bisogna aiutare Italia ed Europa affinché il “nostro virus” non arrivi di nuovo negli Stati Uniti. Con molta probabilità è per l’avvicinarsi delle votazioni presidenziali, che il presidente vuole dare colpe ad altri paesi e cercare di aiutare, affinché si rafforzi la fiducia in esso.

Fosse comuni a New York

Intanto l’America si prepara con grande dispiacere mondiale, perché di fronte alla morte non ci dovrebbero mai essere alleati e non, o amici e non amici, si prepara per le fosse comuni, potendo far fronte all’elevato numero di decessi giornaliero, che come succede in Italia e un po’ in tutto il mondo, molti servizi funebri non svolgono il proprio lavoro in questa pandemia, perché non attrezzati per respingere il contagio.

In tutto il mondo sono inveve oltre 1.7 milioni i contagiati, scatta il coprifuoco anche in Turchia mentre a Taiwan scuole e negozi sono ancora aperti.

In Uruguay, una nave rimasta a largo con oltre 100 persone contagiate a bordo, ha attraccato, gli oltre 100 australiani saranno recuperati da un aereo in partenza da Melbourne per rimpatriarli e ricoverare nel proprio continente.

In Israele si contano oltre 10 mila con 95 vittime, e i contagi che stanno prendendo la linea di crescita con 440 nuovi casi in un giorno.

In Argentina un agente viene ucciso durante un controllo di routine.

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