Il Popolo sfida lo Stato

Elicottero sorvola sopra gli spari d’artificio

I video e le immagini di ieri, 12 aprile 2020 hanno ormai fatto il giro d’Italia, probabilmente anche oltre l’Italia, ma nel dettaglio questa immagine, per me rappresenta il popolo (stanco) che sfida lo stato. Al passaggio degli elicotteri di stato, sono stati accesi numerosi “giochi” d’artificio contro gli elicotteri, si incoscienza, ma si anche stanchezza da oppressione.

Questo è esattamente il Video che riporta all’immagine dell’articolo.

In questo caso il popolo, sembra unito nella sua risposta allo stato, anche se erano in tanti ad arrostire nei tetti delle proprie abitazioni, ovviamente in tutto il quartiere avranno sentito gli elicotteri sorvolare vicino i palazzi, la notizia dei primi agguati delle forze dell’ordine sarà girata in fretta, mentre si prestava a riportare l’ordine, ordine che difficilmente può arrivare in seguito a queste Immagini, dove le forze dell’ordine, andando oltre i propri poteri, sequestrano persino le sedie che si trovavano sui terrazzi dei palazzi. Ma ci potrebbe stare, visto che nessuno ne avrà reclamato la proprietà, ma ciò non toglie, che se un ufficiale pubblico entri in casa mia, mentre non ci sono, possa sequestrarmi un bene che sicuramente sarà mio. Almeno che non ci sia una denuncia dietro.

Con questo non voglio difendere i cittadini che hanno reagito in quel modo, e continuo ad ammonire, non la grigliata in “famiglia” ma bensì l’aver portato incoscientemente bambini in un luogo altamente pericoloso, privo di alcuna protezione, come si nota nei parecchi video girati e qui Condivisi.

Come si può vedere anche in Questi video, si parla di palazzi di 6-7 piani circa, non è da gente responsabile fare tutto ciò, per cui, le azioni da intraprendere non dovrebbero essere quelle di sequestrare le sedie, ma bensì togliere l’affidamento dei prori figli come genitori irresponsabili. Ma cosa accadrebbe se per molto meno si è arrivati quasi a una guerriglia urbana?

Pensate veramente che siano stati gli unici? Sono appena passati 75 giorni da quando l’organizzazione mondiale ha dichiarato i 180 giorni di attesa per poter tornare liberi, ossia, non siamo nemmeno a metà, ma allora, cosa succederà nei restanti giorni? Staremo a vedere, ma nel mentre il popolo inizia a manifestare il suo dissenso, e la paura, è che ben presto il popolo si unirà come successo nel quartiere in questione. Non importa se sia stato a nord o a sud, non l’ho citato il luogo. Ma è avvenuto il 12 aprile 2020.

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