L’oms prova a mettere pace tra Usa e Cina sul coronavirus

Negli Stati Uniti circola ormai assiduamente la voce che il Coronavirus sia nato in laboratori cinesi e che la Cina oltre a non diffondere la notizia tempestivamente, ha anche insabbiato alcune prove. Fin qui nulla di certo, ma al presidente Xi è stato consegnato il documento di allarme riguardo la sicurezza nel paese. A rischio adesso vanno anche i mercati cinesi, facendo crollare alcune borse cinesi, e mettendo anche in serio rischio la corsa della Cina al potere globale. Gli Stati Uniti hanno intanto aumentato i dazi per le importazioni dalla Cina, probabilmente, la corsa cinese non viene vista con buon auspicio del governo americano, che in questi giorni ne ha visto il sorpasso nei mercati globali.

Il problema è che le accuse adesso arrivano non solo dal presidente Trump, ma anche dal segretario di stato Pompeo, e anche se il governo cinese non ha risposto alle accuse, ci hanno pensato i media a diffondere la notizia. Come spesso avviene, sono proprio i media ad alimentare stati di emergenza come quello attuale. La Cina si è difesa finora sostenendo che le accuse degli Stati Uniti siano ormai una routine nella loro politica strategica, ma non sembrano i cinesi piegarsi alle accuse infondate degli americani.

Prima che questa vicenda possa trascendere in serie questioni politiche ed economiche a livello mondiale, l’Oms ha dichiarato che il Covid-19 non è stato creato in laboratorio, ma che le sue origini siano naturali. Gli Stati Uniti però continuano a rimanere fermamente convinti che questo virus sia stato modificato nei laboratori di Wuhan, dove era sotto osservazione, e che questo, volutamente o no, sia uscito dai loro laboratori. Con molta probabilità stavano facendo ricerche scientifiche oer creare armi batteriologiche, visto che non è comunque il primo virus che nasce in Cina, e che comunque sia della stessa categoria del precedente sars.

Oltre che secondo gli Stati Uniti, se la Cina ha speso 100 milioni di dollari per il sistema di sicurezza, che dovrebbe inviare tempestivamente l’allarme in caso di virus che esca dai laboratori, significa che la Cina è a stretto contatto con virus del genere, e inoltre adesso ci si chiede, e se lo chiede anche il governo cinese, perché questo sistema di allarme non ha funzionato?

Ieri comunque sulla riunione per la raccolta fondi, alle ricerche per il Coronavirus tenutasi in Ue, l’America si è astenuta, perché sembra voglia arrivare prima di tutti a lanciare un nuovo vaccino. Gli Stati Uniti hanno già 14 vaccini pronti da testare, e stanno lavorando contro il tempo, perché le preoccupazioni interne aumentano, su una possibile ricaduta ben più grave di quella non ancora passata, che potrebbe arrivare negli Stati Uniti a giugno, e provocare 3000 morti al giorno questa volta.

La Cina proprio ieri ha messo a conoscenza il mondo di una sua nuova arma, sarebbe un bombardiere invisisbile capace di raggiungere proprio Los Angeles, il cuore degli Stati Uniti, seppur si pensa che questo porrebbe non avvenire mai per questione di interesse reciproco. Le borse mondiali dopo questi attacchi sono crollate tutte.

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