Siamo vicini a una nuova strage dei nostri mari, ecco perché

Durante il lockdown, abbiamo assistito a un risanamento della natura, che non abbiamo mai visto dai tempi della prima industrializzazione, cioè nel 1800. Oggi man mano vedo già i mari inquinarsi nuovamente nei vari porti, sia perché i proprietari di imbarcazioni fanno lavori di manutenzione, sia perché con il lockdown tutti puliscono nello stesso periodo le proprie barche ecc, e vivendo in una zona che si sta riaprendo e in una zona costiera, lo noto più di tanti altri. Ma oggi al di là di questo, che sembra il problema minore, cresce una grande preoccupazione per il fattore petrolio, scopriamo insieme perché.

Sparse nelle varie zone petrolifere del mondo, a causa del lockdown imprevisto, c’è la più grande tiserva di petrolio della storia riposta in 240 milioni di barili nelle navi, anche se si è fatto l’impossibile, a costo di mettere questi barili in offerta, e addirittura alcune compagnie hanno pagato affinché facessero spazio, anche perché tutte queste navi cariche non hanno avuto nemmeno dove scaricare, finendo per intasare le coste e i porti.

Qualcuno vede segnale di ripresa per lo smercio del greggio, ma va considerato che ci sono luoghi ad alto numero di popolazione che sono ancora chiusi, e nei luoghi che stanno riaprendo, non si lavora conunque a pieno regime, basti vedere l’assente traffico nelle zone riaperte. Per cui ancora è lunga la strada per poter smerciare questo petrolio, e non si sa ancora (molto probabile), se dopo l’estate ci sia un ritorno del lockdown, in Italia per esempio è stato prorogato lo stato di emergenza di altri 6 mesi.

Secondo diversi economisti e investitori, ci sarebbero due possibilità una che rimarrà a lungo fermo e una che riprenderà presto lo smercio. Chi avrà ragione tra le due parti?

Il peggio è che il greggio potrebbe tornare a prezzi sopra la media pre lockdown, perché è più costoso tenerlo riposto sulle navi che tenerlo sulla terraferma (i quali depositi sono già pieni). È anche probabile invece che per riprendere il commercio rimanga invece a basso prezzo a lungo, al momento è difficile farne previsioni, e anche difficile per gli investitori mettere i propri risparmi.

Va anche ricordato, che i consumi di greggio sono diminuiti sia per il calo di spostamenti via terra, sia per il calo di traffico in mare, come le crociere, sia per il calo del traffico aereo, tutti e tre vie di comunicazione, è certo che non ripartiranno subito a pieno ritmo.

Fortunatamente va anche ricordato che, anche se all’inizio c’è stato un po di malinteso tra le maggiori compagnie produttrici, si è riuscito poi ben presto ad arrivare all’accordo per diminuirne la produzione, visto che diversi paesi, soprattutto in America, erano completamente stracolmi di greggio da non sapere più dove metterlo finendo per arrivare al famoso meno 30 dollari al barile, fortunatamente l’Opec si è riunita il mese scorso è hanno tagliato parecchio la produzione dal 1° di maggio.

Mai prima d’ora si era assistiti ad un’uso così eccessivo di navi deposito, sia di petrolio, sia di nafta e kerosene (queste dur potrebbero anche evaporare lentamente) addirittura anche navi stracariche di metano sono tutte ferme.

Sparse nei mari ci sono 225 navi deposito piene, con 240 milioni di barili a bordo.

Ma sorge spontanea adesso una domanda, quanto siamo vicini ad una strage di riversamento di greggio in mare? I normali incidenti possono capitare, e purtroppo ne sono capitati, ma tutte queste navi ferme, con tutto questo carico a bordo, che spesso si trovano in mari molto agitati, quanto sono pericolose per l’ambiente? Non sarebbe ora di tagliare seriamente la produzione di una buona percentuale? Purtroppo siamo in una situazione critica, poiché le petroliere sono per lo più a noleggio, per cui ormai bisognerà sfruttarle seppur sperando nelle riaperture, che comunque ancora non arrivano in modo massiccio.

Presto potremmo ritrovarci con qualche costa nel mondo, invasa dal petrolio, quando potrebbe avvenire? Sarà un’incidente provocato per riscuotere almeno dalle assicurazioni?

Nulla si può prevedere con certezza, ma per gli amanti della natura, sappiamo che ci sono 240 milioni di barili che galleggiano in mare…

Speriamo bene, auguriamoci che quel poco che la natura ha conquistato in due mesi non lo riperda in pochi giorni, anche se già incidenti inquinanti in pochi giorni ce ne sono stati tanti.

One thought on “Siamo vicini a una nuova strage dei nostri mari, ecco perché

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: