Arrestato manager anti-tangenti per mazzette negli appalti della sanità

La malavita dei corrotti, che lucra sulla sanità e su tamtissimi altri settori non si ferma mai, neppure davanti un’epidemia che semina morte.

Il problema maggiore però parte dalla magistratura, che ad un’uomo come Antonino Candela, Palermitano, intercettato in diverse occasioni a sostenere la malavita, per ultima una chiamata dopo si diceva “io sono il capocondominio della sanità”, dirigente dell’Asp di Trapani, gli sono stati dati gli arresti domiciliari. Questo la dice lunga dello stato in cui viviamo. Invece di arrestare per tantissimi lunghi anni, la gente che provoca morte e disservizi, in un sud già martoriato dallo stato che manda sempre meno fondi.

Da uomo vero anti-tangenti e ometto corrotto, da uomo sotto scorta è passato a non avere più la scorta. Probabilmente rimanere sotto scoeta gli faceva bene, almeno che queste mazzette non le prendesse già da prima.

Del resto si sa cosa gira intorno a certi appalti, non siamo mica stupidi, appalti ospedalieri solo per pochi, appalti agli aeroporti solo per pochi, appalti ai porti, nelle strade, tutto rigorosamente in una ristretta cerchia di persone.

Antonino Candela, ex manager dell’Asp di Palermo, attuale coordinatore dell’emergenza coronavirus nella regione Sicilia.

Assieme ad altre 9 persone, è stato arrestato, in seguito ad 4 appalti incaricatigli nel 2016 per 600 milioni di euro.

Nello specifico gli appalti erano per la manutenzione di attrezzi sanitari elettronici e per pulizia negli ospedali.

La guardia di finanza questa mattina, è venuta a capo dei tasselli mancanti per poter sgominare la banda, anche se ormai le mazzette saranno ben conservate. La gdf ha dovuto credere a stento a tutte le vicissitudini del capo anti-tangenti, che avrebbe intascato diverse mazzette, tra cui una da 260 mila euro. Ritornatagli indietro tramite imprenditori che si erano aggiudicati l’appalto.

Solamente due persone della banda sono finite in carcere, il resto tutti ad arresti domiciliari.

Tra gli indagati non poteva mancare la mano di qualche politico, che è sempre il tramite principale per assegnare appalti, si tratta infatti del deputato regionale Carmelo Pullara, eletto candidato nella lista Musumeci presidente. Oggi è presidente della commissione anti-mafia e presidente della commissione sanità in Sicilia. Questo avrebbe sollecitato la candidatura di una ditta e favorito l’aggiudicazione di una delle gare d’appalto in questione.

Un vero shock sul campo sanitario, che si trova in queste ore destabilizzato più di prima, si spera infatti che ben presto potranno essere rimpiazzati gli arrestati con gente onesta, gente che non manda indietro il nostro sud ma che lo aiuta, farsi le ville è bello, la bella vita anche, camminare con una bella auto, ma bisogna essere intelligenti lavoratori, non stupidi ladri.

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