Da nord a sud, le mani della procura sul covid, tramano gli indagati

Con il calo dei contagi, anche le procure stanno cominciando a lavorare alle indagini, su chi ha gestito l’emergenza covid-19 e chi per lucrare ha portato a 33.000 decessi in Italia, mettendo gli ospedali in una situazione di caos molto elevata.

Le indagini sono iniziate già da citca 1 mese, a Palermo hanno rastrellato una banda di 10 persone, tra cui direttori di Asp e assessori, come descritto in questo Articolo, manager anti tangenti che incassa tangenti sanitarie. Le procure avevano già annunciato di dover fare chiarezza sull’elevato numero di cremazioni, senza chiedere i dovuti consensi ai parenti, parenti spariti e ritrovati scritti nelle liste dei deceduti per covid, i troppi deceduti delle rsa ecc.

In tutte le regioni d’Italia le procure sono a pieno lavoro, in particolare in Lombardia, nelle città di Bergamo, Mantova e Cremona, le città più colpite. Tra queste risulterebbero illeciti al momento nelle Rsa, Il Pil Albergo Trivulzio e la Fondazione Don Gnocchi.

Numerosi indagati sono anche sui governi regionali e provinciali. Nello specifico le Rsa, dovranno rispondere al fatto di non aver adibito sale Covid all’interno delle strutture, come la delibera dell’8 marzo chiedeva.

Il Procuratore generale di Brescia Guido Rispoli, avvisa “nessun colpevole ne uscirà indenne”. Infatti nel mirino ci sarebbero già impiegati ospedalieri di tutti i livelli e personale sanitario di vario genere. Le denunce esposte durante questi mesi, da parte soprattutto di parenti delle vittime sono tantissime, su molte bisogna ancora iniziare a lavorare. Oltre gli infetti non seguiti, abbandonati e se stessi nelle proprie abitazioni, tra familiari. Una strage di vite che si poteva veramente limitare.

Va anche ricordato, che molti si sono infettati negli ospedali non covid, senza mai essere entrati in contatto con reparti di malattie infetti.

Per ulteriori notizie potrete leggere qui una delle fonti di ansa.it.

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