Nel mirino dei governi i soldi in nero

Dopo l’emergenza coronavirus, che ha provocato una profonda crisi economica, i governi si ritrovano senza più soldi, è a pagarne le conseguenze saranno tutti coloro che avranno movimenti di denaro non dichiarati.

Il problema riguarda sia i lavoratori in nero, come spesso capita per colf e badanti, che ricevendo stipendi non dichiarati potrebbero finire in tribunale assieme al datore di lavoro, questa volta pagando serie conseguenze il datore di lavoro, anche se tendenzialmente è risaputo, che al dipendente lavorare in nero purtroppo conviene di più, per tutta una serie di motivi. Basti pensare al fatto che i governi fanno tutto ciò proprio per tassare gli stipendi e ogni forma di liquidità.

Altro grave problema per molti, deriva dalla decisione del governo di verificare ogni singolo movimento di denaro, esattamente tramite severi controlli fiscali. L’ufficio delle imposte prende periodicamente i tabulati dei versamenti fatti tramite banca e tramite posta, è vorrà saperne la motivazione di tali spostamenti. E se non si trova una valida motivazione sarà un problema sia per chi li manda che per chi li riceve, rischiando di finire in Corte di Cassazione.

Al momento non si sa ancora se riguarderà anche piccole cifre o se le indagini avranno inizio da cifre sostanziose, ma è certo che hanno già iniziato. Ogni forma di liquidità dovrà essere tassata.

L’unico modo per difendersi sarà quello di sostenere che tali bonifici siano per donazioni e i risarcimenti, o vincite al gioco, che sono già tassati in partenza.

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