Movimento gilet arancioni in Italia, rappresentato da Antonio Pappalardo

Antonio Pappalardo originariamente è un generale dell’arma dei carabinieri del 2° reggimento, laureato in giurisprudenza, nato il 25 maggio 1946 a Palermo.

Pappalardo durante gli anni nell’arma dei carabinieri, ha ovviamente conosciuto diversi sotterfugi italiani, carica mantenuta dal 1964 al 2006.

In seguito dopo essere andato in pensione si è letteralmente messo in politica, fondando diversi movimenti e mezzi partiti, mai realmente funzionali, è stato un deputato dell’XI legislatura e sottosegretario alle finanze del governo Ciampi.

Ha fatto parte dei seguenti gruppi politici, come fondatore per alcuni e come partecipante per altri:

  • PSDI
  • Movimento solidarietà democratica
  • Patto per l’Italia
  • Lega d’Azione Meridionale
  • Biancofiore
  • Partito dei Socialdemocratici
  • Movimento Liberazione Italia
  • Movimento Gilet Arancioni dal 2019 in poi

Come ben si può intuire fino ad ora Pappalardo non è uno del popolo, ma è una persona con le mani in pasta, che intanto percepisce una grossa pensione per il grado raggiunto nell’arma dei carabinieri, una grossa pensione per essere stato deputato anche se per breve periodo, e un’altra grossa pensione per essere stato sottosegretario nel governo Ciampi.

Diversi sono stati i tentativi di inserimento nella politica come sindaco o altre mansioni, ma il massimo che ha ricevuto è stato lo 0.13% di voti, da li il trasferimento in Tunisia, dove spostò anche la sua residenza, che come tutti sappiamo per noi italiani è una sorta di paradiso fiscale, visti i bassi costi delle tassazioni e la vicinanza comunque all’Italia.

Nel 1992 ricevette un avviso di garanzia dal comandante generale dei carabinieri Antonio Viesti. La motivazione sarebbe stata che avrebbe fatto battaglia per non far eleggere i comandanti generali dell’Arma dei Carabinieri dai partiti. Per questo reato fu condannato a 8 mesi di arresti, che furono scontati a 5 e in seguito azzerati perché secondo il giudice il fatto non costituiva reato.

Protestò anche contro l’aumento degli stipendi dei carabinieri. Tra le tante mansioni adottate, fu anche capo dei forconi, movimento nato in Sicilia contro le importazioni inutili, ma per ben 2 volte il movimento provò a cambiare le sorti, riuscì anche ad attirare allora un gran numero di persone, peccato che in entrambi i tentativi, tutto sfumò quando lo stato diede cifre per un totale di 200.000 euro divisi tra i capi gruppo, per smettere le proteste (soldi dati in teoria per alleviare i problemi per il quale lottavano, ma tutte queste proteste sfociano così, o si ottiene quel che si chiede, o si ottengono soldi per smettere di protestare). Infatti in Sicilia con i forconi non cambiò nulla, ma il movimento finì con un pugno di mosche in mano.

Per tutte queste mansioni, non sembrano affatto chiari gli ideali di Antonio Pappalardo, seppur riesca sempre ad attrarre un gran numero di compagni, è nonostante sia sempre pronto a cambiare bandiera per fare battaglia al governo.

Per il 30 maggio 2020 era prevista in Italia la prima manifestazione per protestare contro il governo attuale e all’occasione contro tutti i dissensi venuti negli ultimi 30 anni di politica italiana, lui scese in piazza con il suo gruppo movimento gilet arancioni, occupaando la piazza del Duomo a Milano, e riuscendo a portare in piazza un gran numero di manifestanti. La prossima manifestazione è prevista per il 2 giugno, dove anche il suo gruppo parteciperà.

Potrete leggere qualche altra informazione qui Chi è Antonio Pappalardo, dove all’interno trovate anche un video che stanno cercando di eliminare da tutte le memorie.

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