Falcone e Borsellino “uccisi” per la seconda volta dallo Stato

Il titolo dice già tutto, lo Stato ha letteralmente ucciso per la seconda volta gli ideali di Falcone e Borsellino, e l’Italia sana questo non lo accetta. Ci sono italiani che lottano affinché venga ripristinata la legalità in Italia, tra questi spicca Francesco Carbone, un’uomo apparentemente solo, ma in realtà “poco conosciuto”, quasi la storia che si ripete sei due grandi giudici Palermitani, oggi però, l’Italia ha dimostrato che i giudici non sono stati uccisi da mafiosi Palermitani, come la storia vuole insegnarci, chi l’ha ucciso sono stati i soldati di uno stato che è ancora sin troppo corrotto (più degli anni 70-80-90 forse?

Francesco Carbone ricordiamo è il presidente dell’Associazione Governo del Popolo, un’associazione che si occupa di smantellare le fondamenta di corruzione presente in Italia, e scalare la vetta di questa grande “montagna di merda” come la interpretò un’altro grande guerriero Peppino Impastato, anche lui assassinato dallo Stato, ma il termine è esatto per questa vetta da scalare. Francesco Carbone ha degli ideali forse ancora distanti per l’Italia che ha smantellato fisicamente diverse cosche mafiose, ma non le ha mai eliminate, anzi, ne ha preso il comando, imfiltrandosi come un cancro che neppure le forze dell’ordine sanno di esserci dentro.

In Italia abbiamo ancora le forze dell’ordine che prendono ordini da superiori criminali, comandati da corrotti, esecutori di ordini in nome della divisa, perché non ti puoi rifiutare di un’ordine. Fortunatamente c’è qualche forza dell’ordine in Italia, ma si tratta probabilmente di poche decine di uomini, che hanno il coraggio di denunciare i loro superiori per corruzione, ma tutto ciò finisce nei sacchi neri dei cestini di qualche aula di tribunale per finire nei cassonetti della raccolta rifiuti nelle strade, per infine essere bruciati in qualche ex splendida campagna, ormai deturpata per favorire il riciclaggio di denaro sporco di pochi uomini.

Carbone da 13 anni colleziona denunce, è partito da piccole denunce, oggi è arrivato ad avere un’intero bagaglio di denunce del calibro di magistrati, politici, presidenti di associazioni, ecc. L’ultima denuncia non andata giù è stata la denuncia al Questore di Roma, che sa che Francesco è una mina vagante capace di far saltare intere città sotterranee, e proprio per questo è stato bloccato e arrestato dallo stesso questore. Francesco ha indetto una manifestazione richiedendone l’approvazione, proprio a Roma, seppur la manifestazione non avesse neppure bisogno di autorizzazione, ma Francesco va oltre la legalità. Gli è stata concessa dal Ministro La Morgese, e quando giorno 15 agosto 2020 si recò verso il luogo d’incontro, è stato trattenuto per 2 ore in autogrill da una ventina di servi dello Stato, dietro un’apparente normale controllo autostradale, che poi si rivelò una scusa per farlo sbagliare e bloccargli l’ennesima manifestazione antimafia.

Francesco viaggiava con una Fiat Tipo con volantini di Falcone e Borsellino attaccati sui parabrezza posteriori dell’auto, con su scritte le parole legalità, verità e giustizia, come nell’immagine sotto.

Quando dopo tante scuse, tra cui gomme usurate, fatto arrivare un’ambulanza per constatare se la moglie che ne è anche suo difensore, incinta di 5 mesi stesse bene, con la scusa di dovergli dare una notifica urgente in questura, trovarono una scusa per metterlo a terra con 4 poliziotti sopra la schiena e faccia schiacciata sull’asfalto, ammanettato e portato in questura sotto stato di fermo, oggi alle 10.30 del mattino si svolge già l’udienza (non avvenuto neppure per i peggiori crimini dopo due giorni dall’arresto), non gli è stata data la possibilità di parlare con i propri difensori. Le accuse sono di lesione e resistenza a pubblico ufficiale. Purtroppo è avvenuto l’esatto contrario, fortunatamente è stato tutto ripreso da Carbone, e anche dalla Digos all’autogrill.

La motivazione sarebbe stata quella che Carbone aveva dato la sua denuncia cartacea al commissario per farla leggere (venuto anche lui in autogrill), dopo svariate chiamate cellulari con il questore, non si riuaciva ancora a trovare alcuna scusa per bloccarlo ancora, alchè il commissario intascò la denuncia per sequestrarla e portarla probabilmente al questore, a quel punto Carbone la riprese e il commissario strattonando Carbone cercò di riprendersela, quando ordinò ai colleghi di attaccargli le manette per resistenza a pubblico ufficiale. Quando invece si trattava di possesso improprio di documenti. Carbone venne sbattuto per terra e gli vennero procurate anche ferite apparentemente non gravi, seppur lui non si oppose neppure per le manette, per cui l’utilizzo di quella inutile forza fosse inutile.

Oggi attendiamo risposte dell’udienza in corso, nel mentre cerchiamo di far girare l’articolo, e dare forza a questo grande uomo, non lasciamolo solo come si è fatto già per Falcone e Borsellino, pianti poi alla loro morte. Francesco Carbone è tutti noi, lotta per noi, ma dobbiamo dargli forza a lui e alla sua associazione, facciamoci vivi, oggi la mafia è lo Stato come ancora una volta sta dimostrando quanto avvenuto giorno 15 agosto 2020 all’autogrill di Roma.

Per chi vorrà unirsi all’associazione e rimanere aggiornati potrà seguire il link qui sotto.

Associazione Governo del Popolo

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